I castelli della valle dell’Arno. Seconda parte: Besnate e Jerago

Continua la nostra rassegna storica sui castelli dell’Arno. Per chi si fosse perso la puntata precedente sui castelli di Crenna e Caiello può trovarla qui.

Articolo a cura di Stefano Omboni

Il Castello di Besnate

Vista attuale del "nucleo" principale del castello di Besnate, con le varie dipendenze sviluppatesi nei secoli.

Vista attuale del “nucleo” principale del castello di Besnate, con le varie dipendenze sviluppatesi nei secoli.

L’origine del castello di Besnate è poco conosciuta. Probabilmente nell’attuale sito, in cima alla collina, nel centro del paese, esisteva un accampamento fortificato in epoca longobarda. Fu tuttavia nel X secolo che esso assunse la struttura di una vera fortezza, per difesa contro gli invasori Ungari. A partire da quell’epoca si cominciano ad avere le prime notizie certe su Besnate, con la nascita del feudo dei Visconti. E’ di quest’epoca infatti anche la costruzione del nucleo principale dell’attuale chiesa di S. Martino, del relativo campanile, e della torre campanaria di Buzzano. Nel XII secolo l’accresciuta e consolidata potenza dei Visconti, che li porterà al predominio assoluto sulla Lombardia, interessa anche la contea del Seprio, di cui Besnate faceva parte. Le prime notizie sicure sui Visconti a Besnate si hanno con Lodrisio, nipote di un fratello dell’arcivescovo di Milano, Ottone, che morendo a Milano nel 1364 lasciò i suoi feudi ai figli: al primogenito Ambrogio toccò Besnate. Venne pertanto rafforzato e ampliato il fortilizio, che divenne dimora dei Visconti, punto di controllo strategico sulle vie di comunicazione verso le Alpi. Nel 1551, Ercole I Visconti, faceva costruire il palazzo oggi sede del municipio: il castello andava perdendo progressivamente la sua funzione di residenza viscontea. Con l’estinzione del ramo besnatese dei Visconti il castello passò ai privati e negli anni frazionato e rimaneggiato sino all’attuale forma. Di antico e pregevole rimane la torre nell’angolo nord-ovest, recentemente restaurata dai nuovi proprietari, mantenendo in gran parte l’aspetto originale. La parte adibita a ristorante, sul lato sud,  è stata invece ampiamente ristrutturata cercando di ricreare le architetture e le atmosfere del tempo. A ricordo del predominio Visconteo su Besnate è il biscione che compare sopra il portone di accesso sud al castello.

La torre del XIII-XIV sec lungo il lato nord-ovest del castello di Besnate.

La torre del XIII-XIV sec lungo il lato nord-ovest del castello di Besnate.

L'ingresso al cortile nord del castello di Besnate.

L’ingresso al cortile nord del castello di Besnate.

Il cortile sul lato sud del castello di Besnate, che ospita attualmente un ristorante.

Il cortile sul lato sud del castello di Besnate, che ospita attualmente un ristorante.

Ingresso sud del castello di Besnate.

Ingresso sud del castello di Besnate.

Lo stemma dei Visconti sull'arco dell'ingresso sud del castello di Besnate.

Lo stemma dei Visconti sull’arco dell’ingresso sud del castello di Besnate.

Il lato est del castello di Besnate, prospiciente la Piazza S. Maria del Castello.

Il lato est del castello di Besnate, prospiciente la Piazza S. Maria del Castello.


Il castello di Jerago

castello_jerago_02E’ sicuramente il Castello più conosciuto e meglio conservato tra quelli della valle dall’Arno. Posto su un’altura, poco lontano dal paese, era collegato a Somma Lombardo (sede di un altro famoso castello visconteo) attraverso le fortificate Arsago Seprio e Besnate. La sua storia comincia intorno al 1200. Costruito come rocca di difesa, in prossimità di un sito già fortificato, e nelle immediate vicinanze della chiesa romanica di San Giacomo (tutt’ora esistente e che probabilmente fungeva da cappella del castello), in origine non aveva aperture verso l’esterno e l’accesso al cortile era garantito da uno stretto corridoio e da una porta di accesso fortificata e turrita (rivellino). Il castello, abitato soltanto nell’ala nord, si presenta come un edificio compatto e chiuso sui quattro lati, senza torri, con mura costituite da pietre intervallate a mattoni. Intorno al 1500 gli venne aggiunta la parte dei rustici.
Il feudo di Jerago fu assegnato nel 1248 da Ottone Visconti, arcivescovo di Milano al fratello Gaspare e al nipote Pietro, che diede vita al ramo dei Visconti di Jerago. Il castello subì un violento assedio quando il casato dei Visconti si indebolì alla morte di Gian Galeazzo Visconti nel 1402. Il Castello fu protagonista anche al tempo delle lotte nel territorio di Gallarate fra Spagnoli e Francesi. Nel luglio del 1536 fu teatro di una battaglia nella guerra tra Francia e Spagna, tra l’imperatore Carlo V e il Re Francesco I di Francia.
Sino al 1700 il castello appartenne alla famiglia Visconti di Jerago, come testimoniano anche gli affreschi quattrocenteschi all’interno di S. Giacomo in cui è rappresentata una figura di offerente inginocchiato davanti alla Madonna in trono, con a lato lo stemma visconteo e una poco leggibile dedica. Con la morte di Antonio, caduto da cavallo, nel 1751, si estingue la famiglia dei Visconti di Jerago. Il feudo passò alla Real Casa Austriaca fino alla fine del 700, quando venne acquistato dalla famiglia Bossi e Anguissola e trasformata in residenza signorile, con l’apertura di ampie finestre e con la creazione di soffitti decorati. Due di questi si devono a Carlo Antonio Ranieri e presentano delicate figure di uccelli. Verso sud fu sistemato il giardino in due terrazze come è visibile attualmente. Nel secolo scorso, dopo essere stato acquistato e restaurato da una famiglia fiorentina, è stato venduto all’attuale proprietario che ha apportato nuovi miglioramenti e nel 1960 gli ha dato l’aspetto attuale. Oggi il castello è una dimora privata immersa nel verde in cui si possono organizzare matrimoni ed eventi (www.jerago.com)

Mappa del castello di Jerago.

Mappa del castello di Jerago.

Il cortile interno del castello di Jerago.

Il cortile interno del castello di Jerago.