Il museo etnografico e della civiltà contadina

Il Museo Etnografico e della Civiltà Contadina, sito nei locali di via Mylius, nell’edificio della biblioteca, rappresenta un lodevole e ben riuscito tentativo di ricostruzione della vita di altri tempi in Besnate. Voluto dalla Pro Loco, è curato dal Dott. Puricelli, che ci ha guidato nella scoperta di questo piccolo angolo incantato di Besnate, dove il tempo si è fermato. Il museo è nato nei primi anni 2000, assemblando elementi raccolti durante le varie mostre tematiche organizzate dalla Pro Loco. Ecco il resoconto e le impressioni della nostra visita.

Il museo è suddiviso in aree dove sono ricostruiti i vari ambienti, con dovizia di particolari.

La scuola

01_scuola-aSui banchi di legno sono in bella mostra vecchi sussidiari e quaderni originali di studenti besnatesi. Spicca il vecchio calamaio e, appena sotto, le cartelle di pelle consumata, zeppe di autentici quaderni. Nella parete alle spalle dei banchi una preziosa raccolta di pennini d’epoca che gli studenti usavano per scrivere in bella grafia (altrimenti sentivi la maestra!).
Non poteva mancare la cattedra e dietro di essa una singolare, vecchia cartina della Lombardia, antecedente al 1927, che riporta il varesotto ancora parte della provincia di Milano.

Il Falegname

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Il legno era la base per gran parte dei manufatti di un tempo, mobili, porte, intere case, sino alle carrozze e i carri agricoli erano costruite con il legno. Nell’angolo del museo dedicato a questo importante artigiano, spicca una grande pialla e due premi internazionali ricevuti da due falegnami besnatesi, di cognome Bordoni, per la costruzione di pregiate carrozze.

Il calzolaio

Qu04_calzolaioando le scarpe si realizzavano su misura il ciabattino e lo zoccolaio erano un riferimento in ogni paese. Le scarpe duravano una vita e compito dell’artigiano era quello di rinnovare le vecchie calzature. Gli zoccoli prodotti interamente in legno venivano utilizzati quotidianamente dai contadini per il duro lavoro nei campi e nelle stalle.

L’osteria

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Luogo di ritrovo di giovani e anziani del paese, soprattutto nel dopo lavoro. Qui si raccoglievano e diffondevano le notizie e i pettegolezzi. Spicca un vecchio bancone di legno con l’immancabile specchio alle spalle e la schiera di bottiglie di liquori dai nomi ormai dimenticati. Nell’angolo si riuniva il “club” delle carte, per epiche partite di scopa o briscola. Un modo di trascorrere il tempo libero tanto in voga tra i nostri nonni.  Nelle numerose osterie di Besnate si potevano gustare piatti caldi e semplici della tradizione contadina.

La cucina

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Il vero luogo di ritrovo di tutta la famiglia, tra pentole, polli e oche spennate, bambini intenti nei loro giochi, mamme e nonne che cucinavano davanti al camino, o stiravano. Un ambiente sempre caldo e confortevole. In un angolo, la macchina per cucire: le donne realizzavano semplici abiti o rammendavano quelli vecchi. Perchè gli abiti nuovi, di buona fattura e sartoria erano un privilegio per i più.

La camera da letto

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Il lettone di legno riscaldato dalle braci nei mesi invernali. L’immancabile crocefisso appeso la muro e la Maria bambina sul pesante comò. Non c’era il bagno e di notte bastava aprire il comodino, recuperare il vaso da notte, ed ecco fatto! Per lavarsi poi c’era il lavabo, direttamente nella stanza: ma la’acqua era spesso ghiacciata! Alle pareti le foto degli avi e del matrimonio.

La campagna

15_contadiniCarriole, carretti, botti, aratri, seghe, setacci per il grano. Gli utensili dei contadini Besnatesi. La famiglia besnatese era per contadina per antonomasia.: si recava al lavoro al mattino e faceva ritorno a casa alla sera. Ma poi c’erano gli animali da accudire nella corte e il piccolo orticello di famiglia.

Chi desiderasse approfondire l’argomento può scaricare la brochure del museo

Altre foto del museo sono disponibili sulla nostra pagina Instagram